Welfare, le opportunità per l’HR

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I futuri bonus? Assistenza, baby-sitter e borse di studio

I servizi di welfare aziendale si candidano ad essere nel prossimo futuro le leve di competitività per l’impresa e per il miglioramento della qualità della vita lavorativa per i dipendenti. Ne parla Cristian Benna de La Repubblica online in un articolo del 18 luglio 2016: con la legge di stabilità 2016 il governo detassa i premi di risultato e produttività sotto forma di prestazioni sociali. L’altra significativa novità riguarda il fatto che il lavoratore può decidere sul modello di assistenza, tramite una piattaforma di servizi sempre più ricca. E’ previsto, infatti, un boom del mercato dei servizi di welfare: per una larga fascia di collaboratori un premio di risultato potrà tradursi, ad esempio, in un bonus per i centri estivi.

Questo è un lavoro per gli HR!

TRIANGOLO WELFARENelle aziende questa opportunità impegnerà gli HR e in particolare i professionisti che gravitano attorno all’ambito compensation & benefit. In secondo luogo, la funzione HR sarà ulteriormente concentrata su investimenti in qualità e personalizzazione dei servizi, cercando di dare ulteriore slancio agli sforzi di employer branding, talent attraction e retention. Alla base di queste iniziative c’è però la loro stessa sostenibilità sul piano organizzativo e finanziario: l’esempio dell’articolo di Repubblica è che la conversione di un premio di produzione in denaro «ha una defiscalizzazione molto meno vantaggiosa rispetto ai servizi di welfare». Sarà fondamentale anche una corretta strategia di raccolta e interpretazione delle reali esigenze dei collaboratori, preferibilmente con un approccio evidence-based, che confronta criticamente più fonti di informazione nelle decisioni manageriali.

Uno sguardo alla psicologia degli incentivi

Dal punto di vista del comportamento organizzativo nuove e più ricche iniziative di welfare potrebbero costituire un terreno fertile per ulteriori ricerche sul ruolo degli incentivi non monetari sulla performance e dell’attrattività delle aziende che investono in essi. I professionisti HR e la ricerca sul management possono fornire al business delle linee guida con evidenze relative all’impatto delle nuove iniziative di welfare su un’ampia serie di variabili, tra cui soddisfazione lavorativa, stress lavoro correlato e turnover.

Tutto ciò per esser pronti a rispondere a domande semplici ma importanti: nei termini indicati sopra, quali sono i migliori approcci al welfare? Cosa funziona meglio nella mia realtà, alla luce delle esigenze riscontrate e delle possibilità che l’azienda può mettere in campo?

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Mi chiamo Paolo Sciacovelli e sono autore di questo articolo e di questo sito. Attualmente frequento il Master in Consulenza del Lavoro e Direzione del Personale presso la Cattolica di Milano. Nel 2014 ho ottenuto la laurea magistrale in Psicologia delle Organizzazioni e ho cominciato a muovere i primi passi nel mondo HR con un anno e mezzo di esperienza lavorativa e di stage nella consulenza organizzativa e nella selezione del personale. Da luglio 2016 gestisco in autonomia questo spazio virtuale, condividendo i miei articoli su LinkedIn.


Riferimenti

Benna, C. (18 luglio 2016). Benefit aziendali, un boom il pacchetto è creativo spunta anche la badante. Repubblica.it Economia & Finanza. Consultato tramite http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/07/18/news/benefit_aziendali_un_boom_il_pacchetto_creativo_spunta_anche_la_badante-144410714/

Photo credit: Bill Selak via Foter.com / CC BY-ND

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